Santi Gemine e Giovanni Battista in Sangemini

sangeminiVicaria: TERNI 4
Parroco: Don Gianni Sabatini (moderatore), don Andrea Morelli

Segretario: Sandro Passone

Delegato catechista: Suor Silvana Murru

Popolazione: 5000 ab.

Indirizzo: P.zza Duomo, 3

Chiese: S. Francesco, S.Gemine (Duomo), S. Maria de Incertis, S. Caterina, S. Rocco, S. Chiara in Acquavogliera, S. Giovanni Batt., San Bartolomeo

Telefono: 0744630158

Email: sabatini.gianni@diocesitna.it

 

Orari messe
Feriale: 18.00 – 9.00 (martedì)
Festivo: 8.30 (Duomo) – 10.00 (Centro pastorale Santa Chiara) – 11.30 (San Francesco) – 18.00 (est. 18.30 – Duomo)
Prefestivo: 18 (invernale) – 18,30 (estivo)

 

san_nicolo_sangeminiL’abbazia di S. Nicolò a San Gemini è uno dei complessi più belli della nostra Diocesi; fondata quasi mille anni fa, è stata un punto di riferimento religioso e culturale del nostro territorio, e continua ad esserlo, in quanto rappresenta uno dei simboli dell’essenza mistica dell’Umbria ma anche della storia e dell’arte.
Nel 1967, Alberto Violati, acquistò l’abbazia e decise di donarle il suo antico splendore, dopo molti anni di abbandono e decadenza. Le prime testimonianze di San Nicolò risalgono al 1036 ossia alla donazione del vescovo di Narni, Dodone, che concesse la chiesa ai monaci benedettini; poi intorno al 1090, il monastero fu messo sotto la protezione diretta dell’abate Berardo II, dell’abbazia di Farfa, subendo delle modifiche anche a livello architettonico. L’importanza della nuova abbazia madre portò ad un notevole sviluppo, che spiega sia il rinnovamento edilizio ma anche l’acquisizione di una posizione strategica, testimoniata dalla necessità di fortificazione ottenuta con l’inglobamento della torre.
Infatti, sembra plausibile pensare a due fasi di costruzione della chiesa: una anteriore alla donazione (1036) e l’altra successiva; alla prima fase doveva essere pertinente la torre e la facciata, probabilmente appartenuta in precedenza ad un’altra chiesa. Mentre, successivamente, c’è stato il tentativo di dotare la chiesa di un’altra torre; questo spiegherebbe la particolare conformazione del muro esterno, nella parte sinistra; oppure, la dissimmetria della facciata non è altro che la conseguenza di un progetto rimasto incompiuto. Senza dimenticare quanto fosse celebre e di grande pregio il portale della chiesa che fu venduto ad un ricco americano, e del quale ora abbiamo solo dei calchi.
Per quanto riguarda l’interno, due sono gli elementi di particolare interesse: l’alternanza colonne – pilastro e la navata. Per quanto riguarda il primo aspetto, questo potrebbe avere origine non come scelta architettonica, ma come conseguenza dell’uso liturgico delle navate delle chiese, specie quelle delle comunità benedettine; in riferimento alla navata, si nota un restringimento di essa verso l’altare, per contrastare le predominante lunghezza della chiesa rispetto alla lunghezza.
Benedetta Rinaldi