Pasqua 2020 – celebrazione della domenica delle Palme nella Cattedrale di Terni al tempo del Coronavirus – Mons. Piemontese: “Tutti noi, impediti di essere riuniti nelle nostre chiese, possiamo unirci spiritualmente con la preghiera, col canto, con l’ascolto attento, dinamico e dialogante della Parola della Liturgia di questi giorni, particolarmente ricca”.IL VIDEO E LE FOTO

Con la celebrazione della Domenica delle Palme, presieduta dal vescovo Giuseppe Piemontese con il rito della benedizione dei rami d’ulivo all’ingresso della cattedrale di Santa Maria Assunta a Terni e la lettura del brano dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme, cui è seguita la processione dei sacerdoti concelebranti verso l’altare maggiore al canto dell’osanna lungo, dove il rito è proseguito con la lettura della Passione di Gesù e la celebrazione eucaristica, ha avuto inizio la Settimana Santa.
“La condizione particolare in cui la nostra nazione, anzi gran parte del mondo, si trova quest’anno per l’epidemia di Coronavirus – ha detto il vescovo – e l’impossibilità di essere presenti fisicamente in chiesa alla celebrazione dei santi misteri della nostra Redenzione, che si rinnovano nei giorni santi della settimana santa, ci aiuta ad attrezzare il nostro mondo interiore per rapportarci con più profonda spiritualità a Cristo che comunque rinnova per noi il mistero pasquale.
Siamo passati da una disponibilità di celebrazioni ad ogni ora e per ogni gusto alla condizione di chi non può fare altro che partecipare nel desiderio o attraverso i media ai santi riti che ci mettono in contatto con Gesù e con la Chiesa, comunità viva.
A cominciare da questa giornata, domenica delle palme, spiritualmente siamo parte del corteo dei discepoli e della folla che accompagna Gesù nel suo ingresso a Gerusalemme, cantando l’osanna a Gesù e disponendoci a seguirlo nella sua passione e morte per essere parte della sua risurrezione. In questi giorni molti di noi si sono uniti dalle finestre delle case al coro virtuale fatto di condomini e di concittadini per esprimere col canto la speranza e la gratitudine per chi è negli ospedali. Tutti noi, credenti, discepoli di Gesù, impediti di essere riuniti nelle nostre chiese per partecipare ai santi misteri, possiamo unirci spiritualmente con la preghiera, col canto, con l’ascolto attento, dinamico e dialogante della Parola della Liturgia di questi giorni, particolarmente ricca”.

 

L’OMELIA DEL VESCOVO